Cremona – Si spegne una storia imprenditoriale lunga sessant’anni a Cremona: il panificio Generali, simbolo storico della città, è ora al centro di una crisi che ha lasciato a casa oltre 50 dipendenti, con ritardi di pagamenti che in alcuni casi arrivano fino a otto mensilità. Le due società coinvolte – Panificio Generali e il franchising Pane e Amore – si trovano entrambe in liquidazione giudiziale, procedimento avviato rispettivamente nel marzo e nel novembre 2025.
Fondata nel 1963 da Ermanno Generali, l’attività era cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento locale, soprattutto dopo il rilancio avvenuto nel 2007 con il franchising Pane e Amore sotto la guida del figlio Emanuele e della moglie Cristina Gastaldi. A oggi, dei sette negozi riportati sul sito dell’azienda, è rimasto operativo solamente quello di via Gramsci, mentre gli altri sono chiusi, con le vetrine oscurate da cartoni.
Il crollo dell’impresa ha avuto ripercussioni pesanti sui lavoratori, molti dei quali giovani e precari, che negli ultimi mesi hanno assistito a condizioni lavorative difficili, tra cui inadeguatezze sanitarie segnalate anche dalle autorità. In uno dei punti vendita, ad esempio, era stata staccata l’acqua corrente, costringendo i dipendenti a lavare le stoviglie in secchi d’acqua stagnante. Anche lo stabilimento produttivo centrale, che riforniva la rete di panifici, è stato chiuso su decreto dei Nas e dell’Ats per irregolarità sanitarie.
Molti lavoratori hanno continuato a prestare servizio nonostante il mancato pagamento degli stipendi, fidandosi delle rassicurazioni della proprietà. Oggi, però, la situazione economica è drammatica: diversi ex dipendenti denunciano arretrati fino a otto mensilità non corrisposte e problemi nell’accesso ai contributi pensionistici, a causa della mancanza di cedolini. Di fronte all’impasse, numerosi lavoratori hanno intrapreso azioni legali con l’appoggio dei sindacati per reclamare i loro diritti. Per il Tfr, invece, si prevede di fare ricorso al fondo di garanzia INPS.
Anche i fornitori risultano essere creditori della società, sancendo una crisi che travolge l’intera filiera. «Era un’impresa locale con radici profonde nella comunità cremonese – commenta un ex dipendente – ed ora purtroppo tutto questo si è sgretolatoᄏ.
Il caso del panificio Generali e del franchising Pane e Amore si configura così come un drammatico esempio di gestione fallita che investe non solo l’economia locale, ma soprattutto le persone che vi hanno lavorato con dedizione e speranza per decenni. Le procedure di liquidazione in corso dovranno ora stabilire le modalità di recupero dei crediti e il futuro di un marchio che per molti cittadini rappresentava più di una semplice attività commerciale.
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