Sentenza già scritta prima del processo: la denuncia degli avvocati dell’imputato

Milano - Un colpo di scena ha caratterizzato un processo per violenza sessuale che si sta svolgendo a Milano, dove gli avvocati dell'imputato hanno sollevato gravi accuse nei confronti della VI sezione penale. I legali, Paolo Cassamagnaghi e Roberta Ligotti, hanno presentato un'istanza di ricusazione contro il collegio giudicante, sostenendo che la sentenza di condanna fosse già stata redatta prima dell’inizio del dibattimento.

La questione è emersa durante una breve interlocuzione informale con i giudici, nella quale l’avvocato Cassamagnaghi ha rivelato di aver visto dei fogli sul banco del giudice, contenenti “una dozzina di pagine appoggiate sul fascicolo processuale”. Secondo i legali, tali documenti avrebbero riportato non solo la condanna dell’imputato, ma anche una motivazione dettagliata riguardante l'attendibilità della persona offesa. "Non era indicata soltanto la pena, era stato lasciato uno spazio vuoto”, ha aggiunto l'avvocato, rendendo palese la loro preoccupazione per l’imparzialità del giudizio.

L’udienza di oggi, fissata per le ore 10.30, avrebbe dovuto vedere come testimonial una consulente tecnica della difesa, chiamata a riferire proprio sull'attendibilità della persona che ha sporto denuncia. Tuttavia, la situazione si è complicata ulteriormente quando la difesa ha comunicato di avere inoltrato la richiesta di ricusazione alla V sezione penale della Corte d’Appello. I giudici, dopo aver preso atto della richiesta, hanno quindi deciso di astenersi dal procedere con il giudizio.

Inoltre, è stata negata la lettura in aula dei fogli incriminati, aumentando le tensioni e le incertezze attorno al caso. Ora spetterà al presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, esprimere un parere sulla richiesta di astensione del collegio e sull'intera vicenda.

Il segretario della Camera penale di Milano è stato informato della questione, sottolineando l’importanza di garantire un processo giusto e imparziale. Gli sviluppi di questa situazione potrebbero avere ripercussioni significative non solo per l’imputato, ma anche per il sistema giudiziario in generale, sollevando interrogativi sull'integrità dei procedimenti penali.